L’esperienza di Happiness in Practice
Dopo il primo workshop (tenutosi a Modena nei giorni 19-21 del Gennaio scorso e dove si sono sviluppati i temi dei metodi e delle tecniche di coinvolgimento ed empatia per gli operatori)
riprendere il lavoro a Valencia è stato ancor più interessante e produttivo.
Entrare nel vivo della comunità del Centro de Salud del Convento Jerusalem, conoscere ed apprezzare il gruppo dl Club de Lectura dal vivo ci ha permesso di realizzare un confronto e uno
scambio dove si sono evidenziate quante affinità, quanti approfondimenti e quante sfumature
possono emergere con persone di altre origini e culture, ma che, inaspettatamente, sembra di conoscere da sempre.
L’accoglienza riservata al gruppo italiano (condotto da Ana Maria Solis di Modena e costituito da Daniela Bertini, insegnante ed attrice; Angela Giacovelli, psicologa e counselor e Alessandro Pelligra, architetto e drammaturgo,) da parte dei partecipanti ad Club de Lectura valenciano è
stato commuovente: persone espressive e coinvolte, hanno “abbracciato” gli amici italiani come se da sempre li conoscessero e hanno empaticamente trasmesso tutti i loro pensieri ed emozioni
senza riserva alcuna.
Personalmente sono rimasto assai colpito dalla coesione e motivazione del gruppo di partecipanti.
Mi è sembrato di incontrare vecchi amici che non vedevo da qualche tempo e condividere con loro – in modo empatico e partecipativo – le emozioni derivanti dalla lettura del testo (La Porta) colmo
di piani di interpretazione e sfumature stilistico-letterarie.
La conduzione di Domingo Ferrandis, poi, ineccepibile: coinvolgente, affettuosa e ricchissima di sollecitazioni artistiche, poetiche, filosofiche. E il lavoro di Domingo non si è fermato a questo perché è stato anche una guida eccellente nella scoperta di Valencia nella sua architettura, la sua
storia, le sue tradizioni e bellezze artistiche. Tutto per assaporare la vita fervente e dinamica della
cittadina spagnola.
Vorrei concludere con un ricordo che porterò sempre nel cuore: la visita al Consultori Auxiliar de Convento Jerusalem, dove ho potuto ammirare l’esposizione di quadri e opere artistiche prodotte dai pazienti e operatori del consultorio e in “gara” per l’attribuzione del premio d’arte 2026, da parte della giuria dei fruitori dell’ambulatorio. Opere oggettivamente di qualità ed ispirazione.
Un’altra delle mille iniziative del Centro de Salud di Jerusalem, coordinato da un’instancabile e coinvolgente referente: l’infermiere Salvador Espert.
Insomma una full immersion nella partecipazione, nel coinvolgimento artistico, nell’empatia e della solidarietà di una piccola ma attivissima comunità di persone che, ormai, possiamo ritenere la nostra famiglia valenciana!
Grazie, ancora, a tutti loro: a Domingo, a Salvador, a Marisela, a … come ricordare tutti i loro nomi? E grazie a Ana Maria Solis, coordinatrice del progetto e motore instancabile di tutte queste iniziative di
grande qualità!
P.S. A futura memo, due frasi di Domingo a ricordo di questa pregnante esperienza di Cerchio dell’Empatia:
1. L’amore non basta se non rispetta l’amore dell’altro.
2. In una relazione a 2 ci sono 6 persone in gioco: quello che CONOSCI; quello che NON conosci di te; quello che NASCONDI (volontariamente) di te!

